Quando chiedere il rimborso anticipato dell’IVA?

Hai bisogno di soldi da investire per ampliare quanto prima la tua azienda? O più semplicemente hai il fiato sul collo dei conti in rosso? Sei hai un’azienda o sei un lavoratore autonomo e hai bisogno di ottenere il rimborso IVA anticipatamente c’è una soluzione.

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La fideiussione per rimborso IVA in questo caso è lo strumento adatto per raggiungere lo scopo. Ma aspetta, quando chiedere il rimborso IVA? Ci sono dei parametri da rispettare, ecco dei preziosi consigli che devi sapere prima di procedere.

Quota minima 

Sì, al di sotto di una determinata soglia non è possibile chiedere il rimborso IVA anticipatamente. Potrai procedere se hai diritto al rimborso di almeno 2.582,28 euro. Il tetto massimo invece è pari a 516.456,90 euro.

Se la cifra non rientra all’interno di questo intervallo dovrai aspettare i tempi canonici previsti dalla legge italiana.

 Documentazione 

Se sei una ditta individuale avrai bisogno di presentare:

  • Copia dell’ultimo modello unico. 
  • Copia quadro VR. 
  • Copia della richiesta controfirmata dall’amministrazione finanziaria. 
  • Copia della carta di identità.

Se invece sei una società i documenti necessari sono i seguenti:

  • Copia controfirmata dall’amministrazione finanziaria 
  • Copia quadro VR 
  • Copia atto costitutivo della società 
  • Copia dell’ultimo bilancio depositato 
  • Copia modello unico di tutti i soci 
  • Copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante 
  • Copia della carta di identità di tutti i soci 
  • Certificato camerale aggiornato 

Fideiussione 

L’Agenzia delle Entrate permette il rimborso IVA anticipato solo se l’azienda richiedente presenta una regolare fideiussione. Questa forma di garanzia giuridica permette di consolidare la fiducia tra le parti.

La fideiussione è l’unica strada percorribile perché l’amministrazione finanziaria ha bisogno di tutela in caso di falsa dichiarazione da parte dell’azienda contraente, approfondiamo insieme questo punto.

Una volta approvato il rimborso anticipato in favore dell’azienda contraente saranno effettuati dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per verificare la veridicità della dichiarazione dei redditi. In caso di difformità, l’ente statale chiederà l’immediato annullamento dell’operazione.

Il fideiussore dovrà quindi rimborsare immediatamente l’Agenzia delle Entrate, successivamente si rivarrà sull’azienda stessa. Il contratto fideiussorio ha generalmente una durata pari a tre anni dal momento della stipula. Al termine della quale, se necessaria, va stipulata nuovamente. I soggetti coinvolti nella fideiussione sono tre:

  • Contraente: l’azienda che richiede il rimborso IVA anticipato 
  • Fideiussore: l’agenzia assicurativa, la banca o l’istituto di credito che rilascia la copertura 
  • Beneficiario: in questo caso l’Agenzia delle Entrate Hai quindi bisogno di un fideiussore che possa garantire all’ente statale al posto tuo in caso di falsa dichiarazione. 

L’istituto di credito che può farti da fideiussore deve essere abilitato per questo tipo di operazioni e quindi autorizzato in base al Provvedimento del 10 giugno 2004 - Approvazione dello schema di fideiussione o polizza fideiussoria per il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto. Generalmente è un’agenzia assicurativa o una banca.

Presta molta attenzione nella scelta del fideiussore perché ognuno di loro prevede diverse modalità di riscossione degli oneri a carico del contraente. Inoltre la fideiussione ha un costo. Il fideiussore per rivestire questo ruolo solitamente chiede una cifra pari al 10% netto sul totale. L’interesse annuo è del 2%.

Tempi 

La domanda all’Agenzia delle Entrate va formulata entro un preciso lasso di tempo. Ovvero dal primo febbraio successivo al periodo oggetto della fideiussione, fino al 30 settembre, data in cui è formalmente possibile presentare la dichiarazione dei redditi. Hai altri dubbi? Non ti è ancora chiaro come chiedere il rimborso anticipato dell’IVA? Non aspettare, chiedi altre informazioni nei commenti!

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